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Roma è serendipità


Il termine serendipità indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra. Passeggiare per Roma è una continua serendipità, mentre cerchi il Pantheon ti imbatti in tante di quelle cose che magari al Pantheon nemmeno ci arrivi tanto sei impegnato a guardare quello che ti trovi davanti mentre lo stai cercando. 
Oggi ai musei vaticani mi accadeva di continuo, entravo in una stanza cercando qualcosa e poi mi trovavo tutt’altro, sono entrata in una stanza per far passare 40 minuti e fra un fondo oro e l’altro ho trovato Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Giotto e poi improvvisamente mi sono trovata in una stanza buia e un fascio di luce ha illuminato la trasfigurazione di Raffaello, per poco non morivo sul colpo. Mi si è appannata la vista, mi si è stretto il cuore, pensare che la gente si affannava come greggi impazzite verso le stanze e poi lì non c’era nessuno. Solo io coi miei occhi pieni di lacrime. Il mio professore di Moderna ha cercato di instillarmi il suo odio verso Raffaello servo dei potenti, ma oggi di fronte alla trasfigurazione quelle parole sono svanite, come fai a odiare tanta sapienza? E poi davanti alla sua tomba nel Pantheon mi sono riappacificata con lui, infondo doveva mangiare anche lui, essere servi dei potenti alla fine non ti permette quello? 
Per Michelangelo invece solo grande amore incondizionato, ma questa è un’altra storia.

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