In questi giorni mi sono resa conto di essere attorniata da persone generose, anzi, da veri campioni di generosità. Colleghi che devolvono i propri doni di nozze per comprare materiale per la biblioteca della scuola, colleghi che si affannano per fare le collette per alunni in difficoltà, fino a slanci di generosità così grandi che non ci sono davvero parole per descriverli. E io? Io non sono capace di tutto quello che loro fanno. Mi sbatto per assomigliare a loro, ma... non posso essere nemmeno lontanamente così. Il mondo non è poi così nero come lo si dipinge, esiste ancora un po’ di speranza, ancora un po’ di luce, basta cercarla.
Cambiare parzialmente lavoro mi ha fatto bene. Ho trovato il tempo per seguire queste conferenze, non accadeva da tempo. Ho incastrato tutta la famiglia e sono andata. Che emozione... che gioia. La mia materia. Le cose che conosco. La mia gente. Questa è la vera me che troppo spesso metto da parte, il mio posto è li fra i latinisti e i grecisti, perché in verità io sono una medievista. Io sono una medievista ligustica e nient'altro. Tutto quello che mi obbliga a fare il ministero della pubblica istruzione è una barzelletta e capita solo in Italia. Se l'Italia fosse un paese giusto a Firenze i giudici farebbero un bel lavoro, spazzerebbero via l'ingiustizia dall'università e dalla scuola, ma ancora una volta nulla cambierà. Perché agli italiani infondo va bene così . Ognuno ha il suo tornaconto. L'Italia è il paese degli egoisti. Da lunedì cercherò di mettere da parte la mia vena polemica, la mia insoddisfazione, e tutte le negatività, prometto, ma per me l...
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