Passa ai contenuti principali

1. Un libro che ha ispirato un film che hai già visto

Quest'anno la Challenge di Pop Sugar è molto bella. Fino a ieri mi sono trattenuta anche dal solo leggerla perchè non volevo anticiparmi proprio niente, anche se non nascondo che mi stavo tenendo già alcuni libri da parte proprio per Gennaio.

Da qualche anno a questa parte non guardo mai un film prima di aver letto il libro, anzi prima di vedere un film prima mi informo se ne esiste il libro e poi finisce che ne leggo tutti i libri e non vedo mai i film. Però in passato è accaduto che ho visto dei film e solo in seguito ho scoperto che esisteva anche il libro, come per esempio La Storia infinita di Micheal Ende. Quando ho visto il film non leggevo ancora e non sapevo neanche che i film si ispirassero ai libri. Questo libro è nelle mie TBR da anni ormai e questa è l'occasione giusta per leggerlo.
Ma non è di certo l'unico che ho trovato nelle mie infinite liste, c'è anche Il diavolo veste Prada, comprato anni fa e mai letto, a dire il vero non saprei neanche dov'è, è un po' che l'ho perso di vista perso fra i volumi della mia libreria, ma ho circa 360 giorni per ritrovarlo. Anche se ho letto recensioni contrastanti, dove dicono che il libro non sia assolutamente all'altezza del film, e ciò lo rende davvero interessante.
Sempre sperso nella sezione fantasy della mia libreria c'è InkHeart di Cornelia Funke, di cui non ricordo assolutamente il film anche se so di averlo visto.
Per aumentare la mia lista mi sono appuntata anche Robin Hood di Dumas padre, visto in ogni salsa, mi manca di leggerlo, anche se nei miei studi di letterature medievali sicuramente qualcosa di riconducibile alla leggenda di Robin Hood ho già letto.
Due libri, che aggiungo e so che tanto non leggerò mai in questo 2018, anche se mai dire mai, sono Anna Karenina di Tolstoj di cui ho visto il film perchè sapevo che non sarei mai riuscita a leggere il romanzo e devo dire che lastoria non mi è piaciuta nemmeno sullo schermo, e Via col Vento film che ho visto giusto perchè dovevo vedere, ma mi sono addormentata più volte e non penso che il libro potrebbe essere interessante a questo punto. poi posso confessarlo, Via col vento mi fa paura perchè è enorme, troppe pagine. I libri così alti mi spaventano.

Commenti

Post popolari in questo blog

Reading Challenge 2019

Eccola. Ecco anche quella 2019.
Dopo i disastrosi risultati della 2018 cosa farai carissima Artemisia?
Io intanto me la sono appuntata sul mio libro dei libri come faccio ogni anno, me la sono accuratamente  tradotta in Italiano, e mi sono resa conto che in questi anni ho fatto veramente tantissimi passi avanti nel mio inglese! Ho usato translate solo 2 volte e a dire il vero Wikipedia un pochino più spesso perchè certi generi non so proprio cosa siano, non è un problema di traduzioni, è proprio che non so di cosa si sta parlando, un esempio su tutti, ho scoperto proprio oggi che esiste una letteratura chiamata LitRPG, ovvero la letteratura relativa ai giochi di ruolo. Questo è il motivo per cui cerco sempre La Pop Sugar Rading Challange, perchè in un modo o in un altro mi apre a nuovi mondi contemporanei che se no io ignorerei. Se lo scosro anno ho imparato ad apprezzare la letteratura LGBQT ecc. Quest'anno potrei sicuramente implementare e allargare i miei interessi verso nuovi…

Un quarto d'ora di solitudine

Trascorrere 15 minuti al giorno da soli riduce irritabilità ed emozioni negative. Lo suggerisce uno studio americano pubblicato sul Personality and Social Psychology Bulletin.
 Non serviva uno studio per dirmi una cosa di cui mi ero accorta da sola e da tempo. Mi piace davvero stare in mezzo alla gente, mi piace fare festa, mi piace fare tante cose con gli altri, ma ho anche bisogno di stare con me stessa. Mica sempre eh!  Però a volte una colazione in solitudine e in silenzio mi ricarica tantissimo, da sola, prima che tutti si sveglino. Un idromassaggio lunghissimo e caldissimo in pace e tranquillità con un buon libro (sì, leggo anche quando faccio il bagno). Poi ci sono alcuni posti dove mi piace stare sola e in silenzio, come nel bosco, come nella mia casa in campagna, come davanti al camino con un libro e una birra. Insomma ci sono tantissime situazioni in cui è bello stare soli con sé stessi e si sta davvero bene. In questo mondo veloce, così tanto social, fermarsi e pensare so…

Il bisogno di fermarsi

Sento impellente il bisogni di fermarmi. Il bisogno di solitudine. Da troppo tempo siamo in continuo movimento, sempre affaccendati in cose, sempre alla ricerca di cose da fare e mi sento ormai esasperata da continui discorsi  cose da fare. Ho bisogno di fermarmi. Darmi pace e ritrovare il mio equilibrio prima del periodo più brutto dell'anno: il Natale. Che PAlle, odio il Natale, gli addobbi, i regali e tutto quello che ne consegue. Potessi addormentarmi l'8 dicembre e risvegliarmi il6 gennaio sarei davvero felice.
Odio coloro che già adesso iniziano a fare l'albero e quelli che iniziano il countdown ad Agosto. Ma che problemi hanno? Cosa ci sarà mai di bello nel Natale dove bisogna stare insieme per forza, condividere regali che devi trovare per forza e che non hai il piacere di fare e di ricevere? Per me sotto l'albero ci sono sempre state grandi delusioni, cose fatte per forza, mai una gioia. Nessuno si è mai sforzato di chiedermi cosa volessi per davvero, ma solo…

Piccoli attimi di felicità

Spesso quando spiego in classe mi lascio prendere dalla passione. Spiego opere che mi piacciono e mi lascio trasportare da evidente passione. In questi mesi ho Pian piano scoperto che questa passione è passata ai miei studenti e anche loro credono davvero che quello che ,ostro loro sia bello e soprattutto sia necessario essere visto.  Oggi mi hanno dato prova di credere in ciò che dici, di essersi affidati a me totalmente per apprendere.... non vi nascondo che per me é un’emozione nuova. Sono sempre stata contestata,  messa in discussione e d è la prima volta che mi sento approvata Totalmente. Forse anche perché è la prima volta che credo in me stessa e nelle mie capacità e nel mio sapere. Fino ad oggi mi sono sempre sottovalutata io stessa, mentre ora credo moltissimo nelle mie capacità grazie alle mie colleghe Maura ed Enrica che nei tre anni scorsi mi hanno insegnato tantissimo e fatto crescere professionalmente più dell’univer E della SSIS. Forse per formare gli insegnati bisogne…

Venere di Milo a cassetti

Il fascino della venere di Milo di esemplifica, a mio avviso, in quest'opera di Dalì. Dalì riproduce la Venere inserendo dei cassetti nella testa, nei seni, nella pancia e su un ginocchio. Aggiunge ai cassetti un pomello di pelliccia che ci invita ad accarezzarlo per rinvigorire la sessualità repressa dalla diffusa morale cristiana. I cassetti sarebbero i nostri segreti più intimi che solo oggi la psicoanalisi è in grado di aprire.
Ma secondo Breton i significati sarebbero altri e per i dadaisti non significa semplicemente niente, anzi qualcuno suppone che ci sia lo zampino di Duchamp in questa opera di Dalì...

Riflettere su me stessa

Il gesto estremo compiuto da G. Mi ha portato a lunghe riflessioni, su me stessa, sul mio periodo di depressione, sul mio attuale stato, sul mio essere insegnate e su quello che voglio essere e su cosa voglio dal mio futuro. Che questo gesto sia avvenuto 10 giorni dopo il mio compleanno mi ha portato a fare anche dei bilanci. Appena laureata  la mia missione era insegnare ai professionali perché volevo essere colei che insegnava a chi non aveva opportunità, colei in grado di cambiare un ragazzo. Ai professionali ho insegnato per sei anni su tredici di carriera e ho toccato con mano quanto questa missione, seppur nobile, richieda troppa parte di te per essere svolta. Lo scorso anno ho deciso di abbandonare e chiedere trasferimento perché ero troppo coinvolta nelle loro storie e non riuscivo ad aiutarli perché ero io la prima ad avere bisogno di aiuto. Le loro storie mi coinvolgevano troppo emotivamente e stavo troppo male, non nascondo che se fossi stata l’insegnante di G. Come lo sco…

Attraverso i loro occhi

Alcuni di loro non li ho mai dimenticati. Li sento sempre vicini, ho matenuto i contatti attraverso facebook e attraverso instagram.
Li ho visti laurearsi, sposarsi e avere bambini. li ho visti diventare grandi e persino provare a diventare miei colleghi, del resto con i primi ci passiamo giusto 10 anni.
Ho visto nascere un sacco di amori fra i banchi di scuola, e da uno di questi amori, ormai diventato maturo, aspettiamo con ansia la nascita di un bel maschietto fra qualche giorno. Ogni anno ho un nuovo "nipotino" che nonostante tutto mi rende felice. Ora spetto lui, guardo le foto del magnifico viaggio di nozze di un'altra e le foto della laurea di altri di loro che si sono impegnati e ora stanno concludendo i loro studi. Di qualche altro seguo con fierezza la carriera professionale, magari spendendo una parola di conforto nei momenti difficili. Mi piace esserci ancora anche se non sono più la loro prof.

E ora che sono tornata ad essere prof e ho alunni tutti miei son…

Immenso dolore

Oggi ho avuto una terribile notizia, una mia alunna ha deciso di porre fine alla propria vita. Quando l’ho saputo mi è mancato il fiato, la terra sotto i piedi.  Una ragazza con tanta tristezza, una vita difficile, e forse nessuno che le è stato accanto. Io non so cosa dire o cosa fare. Se fossi stata ancora la sua professoressa non avrei retto. Non sarei riuscita ad uscirne. Ne sono così profondamente addolorata che non riesco a pensare ad altro.  Adoravo quella classe, ho un ricordo bellissimo di tutte le ragazze, una per una. Lei era la migliore, la più brava. In questo momento non è retorica, ma realtà . Forse ho parlato di lei in queste pagine è proprio ieri la pensavo, mi sono trovata a pensarla, ora che si avvicinava la maturità.  Che dire... sono svuotata dentro. Non ho parole. Solo mancamenti. Spero solo che riposi in pace.

Crepuscolo, Kent Haruf

In Robin Hood della Walt Disney la topina, moglie del sacrestano dice a Fra Tuck "Lo conservavamo per un giorno di pioggia" e da una moneta per i poveri al Frate. Così anch'io ho dei libri che "conservo " per i tempi duri, quando sono disperata e non ho niente di bello da leggere per trovare un po' di consolazione.  Con Kent Haruf vado sul sicuro, è sicuramente nell'olimpo dei miei scrittori e non sbaglia un colpo. Semmai io ho sbagliato a leggere l'ordine della trilogia della pianura, lasciando Crepuscolo, che è il secondo libro, per ultimo. Poco male, perchè tutti i libri di Haruf parlano di Holt e dei suoi cittadini e le storie si intrecciano e bene o male non ho commesso un grande danno.
Mi piace tantissimo la scrittura ascitta di Haruf, è scritto esattamente come vorrei fosse scritto ogni libro. L'ho decisamente amato dall'inizio alla fine.

Un'ottima proposta

Qualche giorno fa ho letto su orizzonte scuola un articolo ripreso da una proposta lanciata dal corriere della sera, che proponeva una cosa meravigliosa per noi insegnanti, ovvero una specie di percorso di carriera che preveda a partire dai 50 anni un semi esonero nella scuola superiore per essere mandati all'università come ricercatori, sia nell'ambito dell'innovazione didattica, sia nel campo della disciplina sia nel campo della formazione dei docenti. Per me sarebbe davvero una proposta magnifica, Inutile dirvi che troverei davvero importante poter tornare all'università come ricercatore. Tutti gli ambiti di minteressano, anche se preferirei prendere parte alla formazione di nuovi insegnanti. Quest'anno sono stata tutor di una collega neo immenssa e mi è piaciuto parlare e discutere con lei in ambiti professionali, lo scambio di idee mi ha dato nuovi spunti per il prossimo anno e mi ha spinta verso nuove riflessioni professionali. Trovo l'idea davvero accaa…