Passa ai contenuti principali

Le mamme ribelli non hanno paura


Ogni tanto faccio un giro in libreria e mi faccio chiamare dai libri. Questo mi ha chiamata, nonostante ormai le mie figlie siano decisamente grandicelle, quasi 11 e 7 anni. Giada parla della sua esperienza di Mamma di Mya, dalla scoperta della gravidanza fino ai due anni e mezzo, in modo divertente, mettendosi a nudo, dimostrando le sue paure e soprattutto le sue incapacità. Giada vuole essere una mamma perfetta, ma si scontra con la realtà solo che non riesce ad ammetterlo perchè ha paura di essere giudicata visto che tutte le altre sono mamme super perfette e si chiede come cavolo fanno.
Per certi versi anch'io ho avuto un'esperienza simile a Giada, ma non ho mai voluto leggere nessun manuale di genitorialità. Perchè la mia esperienza didattica mi aveva già fatto capire che nei manuali ci sono scritte tante belle cose ma la realtà in classe è proprio diversa quasi all'antitesi e troppo spesso quei manuali sono scritti da chi non è mai entrato in una classe (ergo da chi non ha figli).
Quindi consiglio questo libro a coloro che sono disperate, non siete sole.
Non è un libro di cosigli e di risposte, è un libro divertente.
Le super mamme non esistono, esistono solo donne che seguono il loro istinto e fanno quello che sentono. Io ho imparato che un bambino è felice quando ha una mamma felice, quindi una mamma deve fare tutto quello che la rende felice e solo la mamma può saperlo, e anche Giada alla fine lo scopre. E quello che rende felice Giada non rende felice Artemisia e viceversa. Giada ha scoperto come essere felice ma non ve lo dice. Artemisia ha scoperto come essere felice e se volete saperlo scopritelo sfogliando il mio blog. Secondo me non esiste nessun libro in grado di dirvi come essere felici, quello lo saprete solo voi. Questo invece è un libro divertente che mi è piaciuto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Ritorno alle origini

Cambiare parzialmente lavoro mi ha fatto bene. Ho trovato il tempo per seguire queste conferenze, non accadeva da tempo. Ho incastrato tutta la famiglia e sono andata. Che emozione... che gioia. La mia materia. Le cose che conosco. La mia gente. Questa è la vera me che troppo spesso metto da parte, il mio posto è li fra i latinisti e i grecisti, perché in verità io sono una medievista. Io sono una medievista ligustica e nient'altro. Tutto quello che mi obbliga a fare il ministero della pubblica istruzione è una barzelletta e capita solo in Italia. Se l'Italia fosse un paese giusto a Firenze i giudici farebbero un bel lavoro, spazzerebbero via l'ingiustizia dall'università e dalla scuola, ma ancora una volta nulla cambierà. Perché agli italiani infondo va bene così . Ognuno ha il suo tornaconto. L'Italia è il paese degli egoisti. Da lunedì cercherò di mettere da parte la mia vena polemica, la mia insoddisfazione, e tutte le negatività, prometto, ma per me l...

La stele di Hammurabi

Questa opera mi affascina da quando avevo 8 anni e non ha mai smesso di esercitare il suo magnetismo e il suo fascino su di me. L'ho vista e ammirata al Louvre e sinceramente me ne sono innamorata subito.  In verità mi piace tutta la civiltà mesopotamica e vi consiglio di andare qui per farvene un'idea più precisa.

Bernini, Ratto di Proserpina

Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-22 Senza ombra di dubbio questa è la mia scultura preferita. Non ce n'è un'altra che mi scateni emozioni pari. Adoro Bernini e adoro come lavora il marmo. La mano di Plutone stringe la coscia di Proserpina proprio come se fosse di carne e non di gelido marmo. Le sue mani sembrano vere, come la pelle di Proserpina sembra pelle vera e non pietra.  Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Ovido. Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità e delle messi), fu notata da Plutone, Re degl'Inferi, che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva fiori al lago di Pergusa presso Enna.

Corcos, ritratto di signora con due adolescenti

Corcos è uno degli italiani a Parigi, colui che da voce alla Belle Epoque, un gioventù decadente e pronta a decadere. Loro non sono sulla spiaggia, ma su una terrazza con un basso parapetto, di bianco vestiti e intenti a leggere e forse a discutere di quello che stanno leggendo. L'atmosfera è pacata, poche nubi all'orizzonte, nessun contrasto, solo lo sguardo fisso di lei, su di noi che la stiamo osservando.

Ci provo ogni giorno

Ho trovato questa frase e mi è subito piaciuta e l’ho voluta fissare qui perché è quello che cerco di fare ogni giorno. Cerco di essere l’adulto che avrei voluto accanto quando ero piccola. A volte potrò non piacere, a volte potrò essere non opportuna, ma da piccola ero una bambina estremamente sola che avrebbe tanto voluto essere ascoltata, assecondata nei suoi gusti e nelle sue passioni, una bambina che voleva accanto un adulto con cui discutere di cose serie invece era sempre sola con se stessa. Io cerco di essere quell’adulto che cercavo quando ero piccola, pienamente consapevole di non essere esattamente quello che serve alle mie figlie. Sono certa che ai loro occhi sono manchevole di qualcos’altro.

Le dame del Pollaiolo

Girovagando tra le proposte della nuova stagione ho trovato questa mostra al Museo Poldi Pezzoli di Milano: «Le dame dei Pollaiolo. Una bottega artistica del Rinascimento». Per la prima volta sono tutte a Milano le quattro dame dei fratelli Antonio e Piero del Pollaiolo, esposte al Museo Poldi Pezzoli dal prossimo novembre insieme ad altre straordinarie opere: dipinti, disegni, sculture, incisioni, oreficerie e ricami degli stessi artisti fiorentini. Per quale motivo mi piacerebbe visitare la mostra? Perché sono Molto legata alla dama all'estrema destra. Quando ero al Liceo avevo preso quest'immagine e l'avevo riprodotta in creta, in un bassorilievo. L'adoravo, era venuta benissimo, ma non l'ho mai cotta e un bel giorno si è spezzata in 4. Sono sicura che da qualche parte ci sia ancora, ma non so dove. Conosco il suo profilo come le mie mani. E forse è stato uno dei pochi lavori in creta che io abbia mai realizzato (la odiavo!) Chissà se capito a Milano...

Millet, coltivatori di patate

Ho partecipato molte volte alla raccolta delle patate, ma mai alla semina. In questo dipinto Millet racconta la semina delle patate. L'uomo che con la zappa prepara il dolci, la donna che lascia cadere le patate a terra, nella speranza che esse prolificano. Questo dipinto ha la stessa monumentalità di un quadro assai più famoso di Millet, l'Angelus. Anche qui troviamo una coppia di contadini, non intenta alla preghiera ma bensì al lavoro quotidiano.

Non mi piace parlare di politica

Non mi piace parlare di politica ma questa vignetta riassume il mio pensiero in questi ultimi giorni. Rabbrividisco al pensiero, una sola immagine che raccoglie molti pensieri e molti discorsi che potrei fare. Spegnete la TV e riaprite i libri prima che sia troppo tardi.

Il Cassettino dei Ricordi

Mi piace un sacco perdermi tra le immagini di Pinterest perchè escono cose che avevo dimenticato. Cose che una volta, negli anni 80 non ci sognavamo davvero di fotografare come questa boccetta di plastica che conteneva la pennicellina che la nonna custodiva nell'armadietto dei medicinali e mi metteva sopra le ferite. Non aveva data di scadenza. Esisteva. Era lì per le mie ginocchia eternamente sbucciate. Non ricordo una sola estate senza una crosta sul ginocchio, e invece le mie figlie hanno quelle ginocchia sempre lisce, come se le ginocchia rotte fossero appanaggio degli anni 80... E ora grazie a Pinterest e a internet il ricordo sbiadito della nonna che mi cura le ginocchia sarà qualcosa di più concreto.

Expo 58

Questo libro non mi ha particolarmente entusiasmata. La storia era anche carina, a volte però scontata. Devo ammettere che non regge il confronto con altri suoi romanzi come per esempio "La casa del sonno" che mi era piaciuta tantissimo ed è quello che preferisco in assoluto fra i suoi romanzi.