Passa ai contenuti principali

Red, Isabelle Ronin


Alla fine ci sono riuscita, dopo tentativi falliti sono riuscita a trovare il libro leggero e spensierato che  mi tiene compagnia e mi accompagna al sonno dopo giornate faticose. Niente di complicato, una leggera storiella d'amore tra Red, ragazza sfigata che non ha nulla, e Caleb riccone e belloccio che ha tutto tranne l'amore.
Unica cosa da annotare: leggendo questo libro ho scoperto finalmente qualche nome di provincia (o stato?) del Canada oltre all'Ontario, ovvero il Manitoba, e io che credevo fosse solo una farina che mi permette di fare impasti morbidi e con poco tempo di lievitazione! Non si finisce mai di imparare, adesso so che è persino una Provincia Canadese!

Commenti

Post popolari in questo blog

Dopo tanti anni

 Dopo tanti anni ho deciso di tornare a scrivere ma sto allestendo una nuova casa in un ennesimo nuovo luogo. Se volete mi trovate qui:  

Corcos, ritratto di signora con due adolescenti

Corcos è uno degli italiani a Parigi, colui che da voce alla Belle Epoque, un gioventù decadente e pronta a decadere. Loro non sono sulla spiaggia, ma su una terrazza con un basso parapetto, di bianco vestiti e intenti a leggere e forse a discutere di quello che stanno leggendo. L'atmosfera è pacata, poche nubi all'orizzonte, nessun contrasto, solo lo sguardo fisso di lei, su di noi che la stiamo osservando.

la mia sull'allattamento

Ho avuto due esperienze, la seconda non l'ho ancora conclusa, visto che Rachele la sto allattando ancora esclusivamente, anche se, proprio venerdì compirà 7 mesi. L'esperienza che ho avuto con Vittoria è stata di lacrime e sangue. Ho seguito il corso preparto e mi sentivo pronta. Sapevo cosa dovevo fare. Peccato che una cosa sia una bambola, e tutto il contrario una bambina vera. Quando è nata Vittoria il nido era stracolmo. LA prima notte mi spettava di diritto, nonostante vigesse il rooming in parziale. Dopo il cesareo avevo il diritto di riposarmi, ma dalla seconda notte quelle del nido non hanno voluto sentir ragione, la bambina doveva stare con me, poco importava che io avessi bisogno, poco importava che ero sola, poco importava che piangeva sempre. Così il ricordo che ho dei giorni di ospedale è molto triste. Io con Vittoria in braccio che piange,sola come un cane e con queste tette al vento nella speranza che si calmasse. Vittoria piangeva in continuazione, e alla fine ...

Le dieci vacanze che farei ( e per ora non posso fare)

Gli ultimi giorni dell'anno sono giorni in cui si torano le somme e si fanno elenchi. Oggi mi sento di fare uno speciale elenco, le dieci vacanze che farei e che non posso fare, ma mi ripropongo di fare prima o poi... Un Safari in Kenya , si è vero ne ho già fatti due, ma non c'è niente di meglio che un Safari. Un Safari non è mai uguale ad un altro e le emozioni sono sempre uniche e impagabili. Le bianche spiagge di Zanziba r, sì anche qui ci sono già stata, ma Zanzibar è abbastanza grande e io non l'ho proprio girata. La barriera corallina dell' Austrialia , dicono che sia la più bella... poi l'australia fa parte del mio immaginario da sempre, colpa della piccola Flo e di Georgie! Tahiti, sulle Orme di Gauguin ma anche no, le spiagge bianche, la barriera corallina, è unvero  paradiso...   5. Le Hawaii mi hanno sempree affascinata....   6. New York. .. la città che non dorme mai! 7. Il Messico .... Spaigge, Maya e ...

Anna Karenina

Questo grande libro è uno dei miei primissimi libri, onestamente fregato ai pochi che erano presenti in casa durante la mia infanzia. Ho cercato di leggerlo a 16 anni, ma dopo alcune centinaia di pagine ho abbandonato. Non è mio costume abbandonare i libri e la mia sfida è durata quasi 25 anni. Mi sono detta che prima o poi avrei riprovato, sono passati 25 anni e l'ho fatto. La lettura è stata davvero difficile, non vi nascondo che mi sono legata alla sedia per finirlo, come Alfieri. LA prima volta ho abbandonato perchè i nomi erano troppo complicati, mi ero convinta che i personaggi venissero chiamati con troppi nomi diversi e perdevo il filo. stavolta non ho assolutamente incontrato questa difficoltà, anzi la storia ormai mi era nota perchè ho visto diverse riduzioni cinematografiche che mi hanno fatto capire come andava. Invece la grandissima difficoltà questa volta le ho incontrate nelle lunghissime dissertazioni attribuite a  Costantin Levin. Si sa che il peronaggio di Levi...

Disaccordi imperfetti, Jonathan Coe

Lo scrittore ci assicura che in questo libretto ci sono tutti i racconti che abbia mai scritto e deco dire che sono stata felice di averlo comprato e letto in un oretta sotto l'ombrellone perché ho ritrovato il Coe che adoro, il mio scrittore preferito. I suoi ultimi libri non mi erano piaciuti. Forse expo58 era in qualche modo gradevole, ma niente a che vedere con La casa del sonno e La banda dei brocchi. Invece in questi racconti l'ho ritrovato e ne sono molto felice. In genere non apprezzo il racconto come genere, invece questi non mi sono pesati, forse perché vi ho ritrovato l'eco di romanzi che ho amato.

Un aiuto concreto alle famiglie

  In questi giorni si parla parecchio di aiuti alle famiglie per implementare le nascite in netto calo. Io ho fatto la mia parte, sono mamma di tre, ma cosa vorrei in concreto dallo stato? Le bimbe hanno 16, 13  e 2 anni circa e grazie al cielo lavoriamo entrambi con contratto a tempo indeterminato, abbiamo i nonni e riusciamo a cavarcela. Insomma abbiamo i prerequisiti necessari alla famiglia numerosa.  Cosa potrebbe fare lo stato per aiutarci (ancora di più di quel che la fortuna ci ha dato)? Prima di tutto l'asilo. L'asilo 0-3 ha ancora costi proibitivi. Mi sono informata, per noi entrambi lavoratori, non meno di 600 euro al mese, più di un terzo del mio stipendio, una cifra insostenibile specialmente con due teenager in casa. I nonni ci sono, ma sono anziani e non possono badare a tutti e 5 i nipoti sempre e comunque, un aiuto esterno serve. Livia potrebbe accedere alle sezioni primavera il prossimo anno, ma i costi rimangono sempre molto alti nel pubblico e i posti l...

la felicità si misura in 12 cm

Alla fine le ho comprate per la modestra cifra di 18 euro. Le ho prese al mercato, tanto si e no le metterò 3 volte, inutile spenderci una fortuna, meglio un paio usa e getta. Il tacco è 12, devo dire che mi aspettavo di peggio. Appena le ho messe mi sembrava di esserci nata. Ho fatto una passeggiata tra i commenti schifati e scherzosi di mia mamma e di mia suocera, ma non le sentivo, mi sono sentita finalmente felice. Eh sì, la mia felicità si misura in cm oggi, in 12 cm per essere precisi. Ogni volta che salgo su uno spillo di oltre 10 cm ci cammino sempre perfettamente, forse in un'altra vita li portavo tutti i giorni. Se potessi lo farei davvero ora, ma le mie classi sono sempre al 3° piano e l'ascensore non funziona mai... e la strada che va da casa al centro non è asfaltata, ma sono lastroni di pietra. Penso che ci  metterei poco, davvero poco, a finire all'ospedale. Torniamo alle scarpe, veramente prima si dovrebbe comprare il vestito e poi le scarpe, io ora sono a ...

Da Domani altre concessioni

Da domani noi liguri avremo altre libertà.  C’è chi sta criticando aspramente il nostro presidente di regione, ma io sono con lui per due motivi: durante il lockdown molta gente si è fatta i suoi affari e con mille scuse ha continuato ad uscire. Per esempio Al supermercato vicino a casa mia da quando si può passeggiare non ci sono più code, cosa vuole dire? Che spesso la gente andava a comprare due cose piuttosto che stare in Casa. Quindi smettiamo di fare i moralisti quando siete stati i primi a trasgredire. Sono felice che apra perchè tanta gente vive di commercio e ora è a casa senza stipendio, perché solo 1 domanda su 9 di cassa integrazione è stata vagliata. Conosco tante persone che non hanno più di che mangiare e non vedono l’ora di poter lavorare. Capisco che le aperture fanno paura a molti, ma chi ha paura è libero di rimanere in casa propria e non uscire, in giro ci sono molte persone ma è anche vero che almeno l’80% indossa la mascherina. Secondo me tutto è relativo...

Un brutto Addio

  Sono giorni che non riesco a togliermi dalla mente l'espressione sorpresa della maestra di Vittoria alla consegna delle pagelle. Dopo cinque anni è riuscita finalmente a spiazzarmi,a ferirmi nel profondo, a togliermi le parole di bocca, ma non semplicemente a togliermele, a cavarmele con un forcipe dal profondo e con violenza. La mia più profonda e totale afonia di fronte al suo insulso e sprezzante giudizio a un'inerme bambina l'ha finalmente sorpresa. Nei suoi occhi ho colto l'imbarazzo per il mio dolore. Nei suoi occhi ho colto l'imbarazzo per il mio silenzio.  Ho visto che era pronta alla guerra, era pronta a rinfacciarmi 5 anni di guerre, ma non era pronta al mio dolore. Ha capito di aver esagerato. Ma non può tornare indietro. Insegnare non è un ripiego, un lavoro come un altro, qualcosa che si fa se non si riesce altrove, deve essere un mestiere che si intraprende perchè piace, perchè si è portati, perchè vi si crede. Quando non si è spinti da ver...