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Siamo in zona arancione - giorno 1

Vorrei passare i prossimi giorni di questo soft lockdown proprio qui, in una struttura simile, in una palafitta sul mare, con Wi-Fi, servizio in camera e piscina e scaletta sul mare ovviamente in Smart working, pronta a lavorare alacremente come sempre faccio dalle 8 alle 13 e a volte anche dalle 14 alle 17 e spesso anche oltre perché gli insegnanti fanno solo 18 ore... alla settimana (non al giorno 🤪).
Almeno finito il mio lavoro mi concederei una nuotata, un po’ di sole, mi godrei il paesaggio. Invece sono in casa. In zona arancione si può uscire nel comune, e grazie al cielo abito in un comune che ospita 90 mila abitanti circa, ma non ne sento il bisogno. Saranno le giornate corte o il freddo, preferisco stare a casa fra il divano, la mia poltrona da campeggio, la cyclette e Netflix, se proprio ho nostalgia del mare ho sempre la mia jacuzzi in bagno, ance se l’acqua a mio avviso è sempre troppo fredda.

Si avrei voglia di essere altrove lo ammetto. 
Un altro lockdown...
sapevo che sarebbe arrivato, ma è così diverso dal primo, manca proprio l’entusiasmo. 
Ho proprio meno voglia di fare, meno voglia di dire ce la faremo edi mettere bandiere, musica dal balcone.
Lavoro, ma di meno, la prima volta non ho ricevuto la medaglia e anzi ho dovuto promuovere tutti e adesso mi risparmio, non mi consumo per la scuola e mi concentro un po’ più su me stessa. Durante il primo lockdown ho lavorato troppo. 
Ora mi devo dare un freno. 
Mi devo limitare davvero.
Spesso mi dico: “stai facendo bene” perché il mio carattere mi spinge a fare di più, ma dall’altra parte ci sono dei ragazzi e non posso spingerli a fare di più perché io credo di non fare abbastanza, perché io non so darmi una misura. Trovare un equilibrio è difficile per questo vorrei essere altrove, in un posto con uno svago, con una piscina ad esempio.
Va beh... per ora mi programmo la giornata fra letture cyclette e Netflix e speriamo che questa pandemia finisca presto.



 

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