Ieri ho fatto la brava mamma. Ho fatto dormire Rachele per un oretta scarsa, poi veloce a prendere Vittoria e al posto del solito giro per negozi l'ho portata al campetto verde a giocare. Inizialmente ha giocato con sua sorella a fare gli scivoli, poi ha tentato di fare amicizia e giocare con altri bambini... Com'e' diversa da me... Io non lo aveei mai fatto. Anzi mi veniva voglia di dirle di stare alla larga dagli altri... Poo giocando qui e la' ha trovato una sua compagna dell'aailo e sono partiti i veri giochi... Il treno...i dondoli.. E infine le capriole nel prato. Ad un certo punto eravamo tutte e tre(quattro) sdraiate sul prato, il cielo azzurro, il venticelo fresco... E io ero felice, e loro erano felici. Poi con rametti e fili d'erba ho costruito loro le canne da pesca e i pesci erano le foglie dei tigli... E poi li abbiamo cucinati. E' stato come tornare bambina, quando mi inventavo giochi con il niente, quando giocavo nello stesso parco. Si perche' da piccola andavo li, anche se e' molto cambiato ho tanti ricordi di giochi.... Non so perche' le porto cosi di rado... Naturalmente una volta a casa doccia per tutti... Ci si sporca a rotolarsi nell'erba.... Da ua parte invidio Vittoria ha esattamente la vita che avrei voluto io. Eppure sono sicura, le manca qualcosa....
Ho deciso di indagare a fondo la letteratura italiana del 900 come non facevo da anni, scoprendo chicche ormai dimenticate tutte da assaporare. Il primo candidato è Massimo Bontepelli, autore semisconosciuto, rimosso dalla memoria popolare, autore di diversi testi, nato in quel di Como un secolo prima di me. Il padre era un ingegnere ferroviario che ha regalato a MAssimo un'infanzia e un'adolescenza da nomade attraverso la costruzione delle ferrovie in Italia. Laureato in lettere Massimo fu un collega "precario" che provò per due volte il concorso per insegnanti e lo fallì entrambe le volte. Sembra una storia di oggi, invece è passato più di un secolo. La sua produzione è abbondante e io ho scelto di leggere la vita intensa, una specie di romanzo, o meglio, un romanzo sperimentale, composto da 12 raccondi che vogliono essere a loro volta dei romanzi d'avventura. Inutile dire che questi racconti sono esilaranti. Ben scritti, con una prosa asciutta e priva di orp...
Commenti
Posta un commento