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Tecniche di rilassamento post lavoro

All'IPSIA non ne ho mai avuto bisogno, uscivo dal portone e mi lasciavo tutto alle spalle o quasi. Mentre Agli ITC e anche al Liceo ho notato che durante il lavoro si accumola una quantitàà di stress davvero elevato e ho bisogno di qualcosa che mi faccia rilassare.

Ieri, 72° compleannod di Freddie Mercury, l'ho passato ascoltanto i miei 4 album preferiti.
DA quando ho le bambine difficilmente ho il tempo per ascoltare musica in cuffia e abbandonarmi completamente a musica e parole come facevo prima. Nella mia vita pre bambine dedicavo a questo abbandono anche un paio di ore al giorno, la musica aveva un ruolo importante nella mia vita, invece ora ne è quasi totalmente priva. Ieri sera certe canzoni mi hanno davvero rilassata. Mi hanno anche fatta riflettere. Quando le ascoltavo a 16 anni a stento capivo le parole, erano una melodia priva di significato. Oggi conosco l'inglese, capisco simultaneamente il testo, i miei studi e i miei interessi mi hanno portata anche a comprendere quessi testi che a 16 anni erano per me così insensati. Oggi mentre ascolto quelle canzoni sono una persona diversa. Eppure quella musica ha sempre lo stesso potere magico ed evocatorio come lo aveva tanti anni fa. E' la chiave di un mondo altro che solo così posso esplorare.

Stamattina altra mattina difficile. Più che altro perchè non ho voglia di perdermi in certe dinamiche. Sono pratica e non voglio perdermi in certe cose. Però purtroppo molti colleghi amano perdere tempo e salute in certe amene discussioni... io no.
Quindi dopo ore perse è stato bello viaggiare in motorino verso il mare. Come quando avevamo ancora la capanna. Mentre la strada scorreva e l'odore di salmastro si intensificava queste cose andavano via. Gli ulivi, il mare, la Spiaggia. Anche solo tre ore di mare con qualche amico e la giornata prende subito un'altra piega.
SArebbe davvero bello avere di nuovo una piccola casa a Portovenere come una volta, un angolo cottura e un paio di stanze, una piccola corte e un giardino con due e tre ulivi, questo è il mio più grande sogno. Una casetta da raggiugere in poco tempo, anche per un paio d'ore quando hai bisogno di stare da solo. Quando l'avevo sapevo che era la mia più grande fortuna anche se sapevo che non era per sempre. Ne sento tantissimo la mancanza perchè già allora ne conoscevo l'alto valore terapeutico. Forse chissà prima o poi la vita me la ridarà.

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Jonathan Coe

Jonathan Coe è nato a Bromsgrove, Worcestershire. Ha studiato alla King Edward's School, Birmingham, al Trinity College, Cambridge e all'Università di Warwick, dove ha anche insegnato poesia inglese. Ha in seguito lavorato nel campo musicale, scrivendo musica jazz e cabaret, ha poi fatto il correttore di bozze, prima di diventare scrittore e giornalista freelance. E' considerato uno dei più promettenti talenti narrativi inglesi e si distingue per l'originalità dei suoi racconti e l'acuto spirito contro le contraddizioni della società inglese.