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Il Museo Egizio di Torino


Ho perso il conto delle volte che sono stata al museo Egizio di Torino. Penso che questa sia stata la sesta volta. Sì lo so, i musei sono sempre uguali, ma ogni volta che ci vai sei tu quello che ha occhi diversi!

Questa però è la prima volta che vado con il nuovo allestimento e ahimè sono rimasta molto delusa. A me il museo piaceva più prima. Era antico e pieno di cose, ma era un museo. Oggi è molto accattivante, ma è un prodotto, una cosa fatta per essere sensazionale, non un museo.
L'allestimento è fatto per colpire, per meravigliare, quasi a creare un mondo ancora più magico di quello che è. Io sono per una musealizzazione del divertimento e ho amato tantissimo le scelte museali in Danimarca, ma qui non si è voluto dare un'aurea di didattica, di archeologia sperimentale ma proprio di  "prodotto accattaviante" di una materia noiosissima. Per rendere l'idea il nuovo allestimento sta al museo come Indiana Jones sta all'archeologo.

La cosa più brutta è l'audio guida. Una sorta di mini tablet dove si può scegliere se ascoltare le spiegazioni oppure no. Risultato? Il Museo era pieno di automi, non visitatori, concentrati più sui loro dispositivi che sulle teche. Un brusio di fondo davvero insopportabile, gente che vagava alla ricerca del reperto descritto, totalmente indifferente a tutto il resto.

Così non ho potuto parlare con le mie bambine di quello che stavamo vedendo, erano troppo occupate con quell'aggegio in mano, la voce della mamma non può competere con un quasi tablet. Così non ho potuto parlare con loro di niente, non ci siamo soffermate a parlare davanti a niente. Anzi a metà visita è soggiunto un forte mal di testa che non vedevo l'ora di uscire, non ne potevo proprio più.

Unico momento divertente? Quando una ragazza di circa 25 anni si avvicina ad un custode del museo e chiede "Mi scusi dov'è la Maschera di Tutankhamon?". Io volevo morire, io le avrei riso in faccia. La custode si è trattenuta, anche se con difficoltà, rispondendo che quella è al Cairo.

Mi rendo conto che i miei sono giudizi taglienti di una persona che sa le cose, che conosce molto bene l'Egitto e non è per niente interessata all'impianto didattico, ma queste audioguide tolgono un po' il piacere della visita. Mi piace andare al museo proprio per vedere qualcosa che non ho mai notato, soffermarmi sui particolari che nelle riproduzioni non si vedono e l'audioguida toglie un po' la magia di tutto questo e soprattutto crea quell'effetto automa-branco di pecora che non mi piace per nulla. Ma questo è il mio parere. E mi è parso di capire che sia il parere unanime di chi di Egittologia se ne intende.

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