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Libero chi legge




Questo libro è rimasto per molto tempo sul mio comodino, come una guida turistica, una guida per conoscere la letteratura americana. Fernanda infatti illustra un viaggio attraverso 100 consigli di lettura. Non vi svela nulla del libro che vi invita a leggere, ma vi da indicazioni su di esso e vi invoglia a scoprirlo. L'ho letto a piccoli sorsi proprio perché i suoi inviti mi portavano a battere sentieri inesplorati, a conoscere cose che non conoscevo. Molti suoi consigli mi hanno portata direttamente al Pc per comprare immediatamente il libro di cui lei aveva parlato. Per questo smettevo di leggerla e assaporavo appieno il suo giusto consiglio.

Il pretesto letterario è il discorso di Franklin Delano Roosevelt sulle quattro libertà (1941), la base del sogno americano e della sua letteratura, particolarmente caro a Fernanda Pivano. I libri che si susseguono sono presentati non in uno sterile ordine cronologico ma sulla base delle libertà: dalla morale, sessuale, di parola e dalla violenza. Il lettore è guidato con mano sicura tra i grandi innovatori della letteratura americana, coloro che l’hanno creata, emancipandosi dallo stile europeo e anglosassone che fino ad allora l’aveva influenzata: la beat generation capitanata da Jack Kerouac, l’immancabile Hemingway (grande amico della Pivano, che per la traduzione di “Addio alle armi” è stata addirittura arrestata), Scott Fitzgerald, Gertrude Stein con Alice B. Toklas, Saul Bellow, Henry Miller, Truman Capote, un salto nel passato con Melville, James Fenimore Cooper, Edgar Allan Poe per poi giungere fino ai più giovani Paul Auster, David Foster Wallace e Jonathan Safran Foer. 


È una sorta di biblioteca ideale , cento titoli che le persone dovrebbero leggere per scoprire, godere, crescere, ognuno descritto da una scheda introduttiva. In alcuni casi sono riprodotti gli originali e inediti giudizi di lettura. Era il 1957 quando Fernanda Pivano, giovane come è sempre stata, in un giudizio di lettura caldeggiò con forza e passione la pubblicazione di “On the Road”, scritto da uno sconosciuto Jack Kerouac. Da allora Fernanda Pivano non ha mai smesso di combattere per promuovere tutto quello che sapeva di nuovo, di libero, di rivoluzionario, per contagiare tutti con la sua passione.

Per il mio modesto consiglio, Fernanda Pivano è la porta che ci conduce verso la letteratura Americana.

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