Quanta fatica ho fatto a seguire le insulse gesta di Julien Sorel? Non lo so. So che ogni libro ha il suo tempo e questo libro avrebbe avuto senso quando mi piacevano questo tipo di gesta vale a dire intorno ai 20/22 anni, ma adesso che ho il doppio degli anni e gusti opposti questo libro mi è stato davvero indigesto. Potevo vivere benissimo anche senza averlo letto. Ci sono cose che puoi accettare quando sei giovane e poi diventi troppo vecchio per digerirle, o per lo meno i miei interessi si sono spostati davvero altrove per trovare questo libro interessante. Comunque posso dirlo di averlo letto.
Mi sono resa conto che sono sempre in eterna attesa di qualcosa i meglio. Attendo con impazienza il venerdì quando ho la fortuna di lavorare perché comunque sono stanca e ho voglia di dormire. Aspetto con ansia la bella stagione perché odio il freddo. E quante volte ho avuto la fortuna di inseguire il caldo d'inverno? Quei tempi sono memorabili e chissà se mai torneranno. Ma infondo ogni giorno cosa vado cercando? La felicità. Perché di felicità non ne hai mai abbastanza, la cerchi in ogni luogo e più ne hai e più ne vorresti. Anche se sto passando un momento buio rispetto allo standard della mia vita mi accorgo che cerco di sorridere sempre, rimango imbronciata un paio di giorni e poi mi passa, sono un'inguaribile ottimista, mi dico sempre "vedrai che andrà meglio", "quando si chiude una porta, si apre un portone". Però quanto è difficile tirare avanti ogni giorno cercando di sorridere, cercando la felicità.

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