Algoritmi avevano previsto che questo libro mi sarebbe piaciuto. Gli algoritmi rimangono tali e spesso non hanno niente a che fare con i sentimenti delle persone perchè a me questo libro non è piaciuto per niente. Anzi, non mi piacciono i libri costruiti in questo modo, non mi piacciono le voci narranti diverse che si inseriscono e parlano con il loro punto di vista del protagonista e ne danno la loro versione. Questo modo di narrarare mi da proprio fastidio. Mi da fastidio avere chiara la scena solo a libro concluso. A me piacciono le storie con un chiaro inizio e una fine non quelle che si riprendono all'infinito. Ma è anche vero che se non leggi un libro brutto non saprai mai qual è un libro bello. Per me questo è un libro brutto.Sottolineo per me. Chi sono io per dirlo, poi.
Mi sono resa conto che sono sempre in eterna attesa di qualcosa i meglio. Attendo con impazienza il venerdì quando ho la fortuna di lavorare perché comunque sono stanca e ho voglia di dormire. Aspetto con ansia la bella stagione perché odio il freddo. E quante volte ho avuto la fortuna di inseguire il caldo d'inverno? Quei tempi sono memorabili e chissà se mai torneranno. Ma infondo ogni giorno cosa vado cercando? La felicità. Perché di felicità non ne hai mai abbastanza, la cerchi in ogni luogo e più ne hai e più ne vorresti. Anche se sto passando un momento buio rispetto allo standard della mia vita mi accorgo che cerco di sorridere sempre, rimango imbronciata un paio di giorni e poi mi passa, sono un'inguaribile ottimista, mi dico sempre "vedrai che andrà meglio", "quando si chiude una porta, si apre un portone". Però quanto è difficile tirare avanti ogni giorno cercando di sorridere, cercando la felicità.

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