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La fine - per ora

 


Dopo solo 16 giorni dalla sua istituzione mettiamo la parola fine alla zona rossa limitata al mio quartiere anche se la mia città è alla ribalta per numero di contagi su scala nazionale, soprattutto grazie al governatore che ha commentato la decisione della Svizzera di mettere la Liguria (intera) tra le aree pericolose con la frase: la Liguria è una realtà complessa è solo colpa di Spezia se i contagi sono così alti, le altre province sono diverse. Sarà ... eppure anche Genova adesso sembra avere qualche problema nella zona Vicoli. Comunque non siamo qui a criticare le decisioni o i numeri dei contagi, ho visto scene nel mio quartiere che erano tipiche della tv a marzo o ad aprile e ora le ho vissute sulla mia pelle. Anche se domani riaprono le scuole e non c’è più zona rossa non credo che le cose cambieranno di molto, il pericolo rimane. Per me il vero pericolo non è la scuola, ma i trasporti e la vita dei ragazzi al di fuori della scuola. Se molta gente è rigorosa e rispettosa, troppi sono negazionisti, troppi i complottisti. Credo che solo con il rispetto reciproco potremmo uscirne, e purtroppo di rispetto ne vedo poco, troppo poco.

Intanto oggi Rachele ha potuto fare la prima comunione, ormai non ci speravo più, quanta ansia per questo giorno. Se fossi una di quelle che dimagriscono per l’ansia ormai sarei l’ombra di me stessa, invece... ahimè mi è capitato il contrario, mai una gioia.
Un velo di tristezza perché è stata una festa a metà, il calore degli amici è mancato. La chiesa mezza vuota solo con i genitori.... il nostro amato parroco assente per malattia, le suore della scuola che non sono potute venire in Chiesa per lasciar posto ai genitori... insomma tante piccole cose che velano di tristezza un momento che doveva essere di gioia, ma che ormai non poteva più essere rimandato.
Ma nonostante tutto è stata una festa bellissima. La migliore che potessimo fare, in riva al mare.

Da domani si torna ad una semi normalità in attesa della prossima chiusura.
E domani si inizia la scuola, per davvero.
Non andiamo a scuola dal 21 febbraio.

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