Pastorale Americana

Se siete capitati su questa pagina in cerca di una recensione, di un'analisi, di un riassunto del libro, siete capitati malissimo, quindi non leggete oltre, skippate il risultato di google e andate avanti, perchè qui troverete solo quello che penso io di questo libro.

Dicono che se vogliamo conoscere il senso dell'esistenza bisogna aprire un libro. In una pagina troveremo una frase fatta per noi. Io penso che questo libro sia stato scritto interamente per me, per fare capire a me il senso della mia esistenza. Ho impiegato moltissimo tempo a leggerlo. Leggevo delle pagine e poi dovevo smettere, pianegevo, mi immedesimavo, pensavo, capivo.
Mi sono immedesimata in ogni singolo personaggio perchè io sono un pezzo di ognuno di loro, ma ho compreso dove ha sbagliato lo Svedese e non commetterò lo stesso errore. Leggendo qua e la analisi di altri, ancora una volta ho scoperto che questo libro ha parlato a me in un modo particolare, mi ha detto delle cose, ha toccato dei temi a me cari, mi ha detto cose che ad altri proprio non ha detto. In qualche modo ha ucciso il mio sogno americano, mi ha detto che non esiste, o per lo meno, esso esiste, ma non bisogna perdere di vista le proprie radici. Si è uomini in quanto si ha radici, quando si perdono si perde una gran fetta di umanità e si è in pericolo. Gli uomini più forti possono vantare radici forti e solide. Nessuno ha visto questo messaggio nel libro, solo io. Ho travisato?
Solo coloro che vantano forti radici possono essere veramente liberi di poter scegliere. Senza radici non si può scegliere, si è in balia degli eventi.

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