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Mal d'Africa

Oggi ho ritrovato il mio moleskine del mio secondo viaggio in Africa, il primo in Africa nera. Ho sorriso a leggere quanto ero sconvolta e inesperta durante quel viaggio. Mi aspettavo chissà cosa e ho trovato tutt'altro e sicuramente ci ho lasciato il cuore. A partire da quel viaggio ho costruito la nuova me, quella che sono oggi, anche se ero così sconvolta nel trovarmi di fronte a quelle baracche, alle case fatte di terra, a quelle persone così diverse da me, al nulla, in un posto che era all'opposto della mia realtà e per la prima volta mi trovavo bianca in mezzo ai neri, per la prima volta mi sentivo diversa per il colore della mia pelle, per la prima volta facevo i conti con il terrorismo e con tantissime altre cose che oggi fanno parte della mia normale vita. Quello è stato il primo di tanti viaggi in Africa nera. L'ultima volta ho detto arrivederci e non addio perché ero convinta di poter tornare facilmente in quella che ormai sentivo quasi come una casa, ma non avevo fatto i conti con la vita e soprattutto con l'isis. Non so se potrò tornare a breve, manco da sei anni ormai, troppi.  
Lo scorso anno a Tenerife mi illudevo di trovare qualcosa che assomigliasse all'Africa ma ho trovato solo Europa. 
L'Africa manca nel cuore, nell'anima, è una mancanza forte, non a caso lo chiamano mal d'Africa, una vera e propria malattia. Non bastano tutti i libri che posso trovare per sedare il dolore, per tenerlo latente, ci vorrebbe un bel viaggio. Ma posso solo sognarlo e chissà per quanto. Dicono mai dire mai, ma...
E non mi resta che invidiare a morte mio fratello che è lì da diversi mesi e ci rimarrà ancora.

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