Per stare bene ho scoperto che devo dedicare un po’ di tempo a me stessa. Quando la testa batte, il dolore preme, devo fare posto a me stessa. Dedicarmi alla scrittura, alla lettura, a me stessa. Trovare tempo per me. Se trovo tempo per me le nubi si dissipano, ritrovo la calma, e mi sento meglio, niente è in grado di gettarmi nello scompiglio. Fino alla prossima volta. In questo momento il mio equilibrio è molto precario. Basta poco per far crollare tutto. E in questo momento sulla mia strada continuano a mettersi problemi. Problemi capaci di far crollare ogni mio sforzo in un solo momento. E devo ricominciare tutto.
Ho deciso di indagare a fondo la letteratura italiana del 900 come non facevo da anni, scoprendo chicche ormai dimenticate tutte da assaporare. Il primo candidato è Massimo Bontepelli, autore semisconosciuto, rimosso dalla memoria popolare, autore di diversi testi, nato in quel di Como un secolo prima di me. Il padre era un ingegnere ferroviario che ha regalato a MAssimo un'infanzia e un'adolescenza da nomade attraverso la costruzione delle ferrovie in Italia. Laureato in lettere Massimo fu un collega "precario" che provò per due volte il concorso per insegnanti e lo fallì entrambe le volte. Sembra una storia di oggi, invece è passato più di un secolo. La sua produzione è abbondante e io ho scelto di leggere la vita intensa, una specie di romanzo, o meglio, un romanzo sperimentale, composto da 12 raccondi che vogliono essere a loro volta dei romanzi d'avventura. Inutile dire che questi racconti sono esilaranti. Ben scritti, con una prosa asciutta e priva di orp...

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