I sogni aiutano a digerire la vita quotidiana. Danno uno scopo. Se non avessi un armadio a quattro stagioni pieno di sogni in questi anni non sarei riuscita a sopravvivere. I miei sogni mi permettono di vivere. Ne realizzo uno su mille ma mi danno l'entusiasmo e sono la mia linfa vitale. Le persone che riescono a calpestare i miei sogni sono coloro che mi fanno stare male, coloro che devo allontanare. Le persone incapaci di sognare, incapaci di fare voli pindarici, incapaci di vedere oltre non possono starmi accanto, semplicemente mi spengono. Ho bisogno di stare con persone che riescano ad assecondarmi, che mi offrono trampolini, illusioni, perché infondo sognare anche in grande, non costa nulla, ed è l'attesa l'essenza del piacere stesso. Come ora attendo con impazienza gli 11 km dei musei vaticani. Pregusto quella giornata persa fra tanta bellezza, e se penso alla cappella Sistina mi salgono le lacrime agli occhi. Vorrei potermi sdraiare per terra e rimanere lì in adorazione per ore intere con l'iPod alle orecchie e ripercorre quegli affreschi centimetro per centimetro evocando tutta la mia vita, ogni singolo minuto passato in compagnia di Michelangelo. A scuola con Nerbi, a casa da sola in quello studio pazzo e disperatissimo, preparando la maturità proprio studiando le mani e la loro anatomia... poi l'università, la specializzazione, le sere passate a casa a preparare le lezioni, le lezioni fatte agli studenti anno dopo anno, una vita con Michelangelo e finalmente mi troverò davanti a lui... ditemi che questo non è un sogno di una vita messo da parte in un armadio a quattro stagioni e poi in giorno tirato fuori improvvisamente perché hai trovato il biglietto del treno a 10 euro. Questa è la mia capacità di sognare, vivere un sogno, metterlo da parte e poi infine realizzarlo. Prima o poi farò tutto e se non ci sarò riuscita godrò di quello che invece sono riuscita a fare.
Alla nonna piacevano i dolci, in casa non mancavano mai le caramelle e tantomeno i biscotti che lei chiamava “pastìccini” che ovviamente offriva se qualcuno andava a farle visita. Spesso acquistava i tresor e io ne andavo matta. Solo oggi ho realizzato che non li fanno più. Non so quando sono usciti di produzione ma ormai fanno parte di quelle cose anni 80 svanite. Altro biscotto uscito di produzione che andava per la maggiore in casa della nonna era questo: Mi ricordo che acquistava sempre quello ai fichi. Anche questo biscotto non è più prodotto e chissà da quanto. Entrambi si trovano solo nei siti che ricordano i “favolosi” anni 80, ma sono solo ricordi. In compenso si trovano moltissime ricette per i tresor da fare in casa, ma in fondo basta guarnire un pavesino e il gioco è fatto. Ma oggi le persone vanno sempre in visita nelle case delle persone che conoscono o dei parenti? Ricordo che negli anni 80 i miei nonni ricevevano visite e le facevano. I mei genitori mai. Semmai fa...

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